Estate anno 1946.
Il paese ritorna alla normalità dopo il periodo bellico. Insieme alle fabbriche dei "Cuncimi" e dei "Cementi" e
al Cantiere Navale, anche le attività artigianali e commerciali riprendono vigore. Alla guida di un particolare
carretto spinto come fosse una speciale bicicletta a forna di triciclo, Antonio Ballerini, in paese conosciuto
come 'Ntò de Murina, si sposta dentro le principali vie del paese, tra corso, lungomare e piazza,
annunciando il suo arrivo a voce o con un segnale acustico in dotazione al carretto, proponendo a tutti
la freschezza artigianale e la qualità del suo gelato.
Antonio collabora con la madre Amorina Camilletti nella gestione del bar più conosciuto ed apprezzato
dalla gente del Porto, situato al centro del Corso, noto anche per la qualità del gelato prodotto artigianalmente.
Il transito del gelataio ambulante non passa mai inosservato e la ottima reputazione del galataio spinge anche
gli adulti a gustare coni al gusto di crema, nocciola, limone o cioccolato.