Via Pietro Micca, Sabato 1 marzo 1952. Seduto dietro la macchina per cucire (probabilmente una NECCHI) con il
metro da sarto portato intorno al collo, Pino Campolo, è in compagnia delle allieve che frequentano la sua
bottega di sarto per apprendere l'arte di "tagliare e cucire", necessità e risorsa economica di notevole importanza per le famiglie del dopoguerra.
Ragazzo del sud, partito da San Lorenzo di Reggio Calabria, portando con sè una valigia di cartone di colore arancione, tenuta serrata da un
robusto spago di canapa, lasciandosi alle spalle affetti familiari e consolidate amicizie, arriva al Porto nel 1946 all'età di 21 anni.
Si stabilisce in Piazza Carradori presso Marino Mantovani dove inizia subito ad usare la
preziosa attrezzatura di sarto. Nel 1947 diventa artigiano
(tessera n° 871) dedicandosi alla preparazione e cucitura di abiti da uomo e donna. In breve tempo, per molte ragazze del paese, il suo laboratorio
diventa luogo di formazione per imparare l’arte della sartoria.