Il mare anale per collegare i mondi.
di Afia Ibnat Kalam



“Con i piedi nell’acqua e gli occhi all’orizzonte” è un’espressione che mi fa pensare al mare... qualcosa che divide le isole e i continenti ma allo stesso tempo è incredibile come riesca a tenerli così uniti e come sia senza confini.

Un aspetto infatti che mi ha sempre affascinato è il fatto che il mare sia stato un canale fondamentale per collegare mondi diversi tra loro fin dall’antichità, quando i cosiddetti “popoli del mare” iniziarono ad esplorarlo, vi fondarono empori e colonie e favorirono la diffusione di conoscenze e il progresso delle varie civiltà. Non da meno accadde nel Medioevo, quando si commerciava via mare tra l'impero d'Occidente e quello d'Oriente e il famoso Cristoforo Colombo trovò il coraggio di esplorare nuove rotte e così scoprire e dar vita ad un nuovo incontro di culture.

Quando penso al mare mi viene in mente di stare con i piedi nell'acqua mentre respiro l'aria salmastra e vedo le onde che si infrangono contro gli scogli. Il mare mi dà una sensazione di tranquillità, libertà ed è sereno, ma a volte può essere anche tempestoso.

Questo posto è pieno di vita; ci sono infinite varietà e specie di animali e piante che ci vivono ma allo stesso tempo è misterioso e pieno di segreti. A volte sembra che non faccia parte di questo mondo ma che sia una realtà parallela alla nostra, una realtà così speciale! Mentre guardo il mare misterioso provo ad immaginare quello che cela sotto gli abissi, dove noi non riusciamo ad arrivare.

Il momento della giornata in cui mi piace di più il mare è la notte, quando c’è la luna piena; non l'ho mai vista nella vita reale ma ho provato ad immaginarmela ed è davvero stupendo!
Immagino me stessa seduta sopra uno scoglio, una leggera brezza che si innalza, la luna che sembra come una faccia, con degli occhi teneri e profondi, illuminati e rapiti dalla meraviglia del mare e delle acque; e sotto di lei una scia di luce, quasi come una strada che mi dice: “Seguimi".
Sembra che mi voglia condurre in un mondo che non ho mai visto ma che sogno: un posto dove persone e animali vivono insieme in armonia e pace e tutta la natura è incontaminata ed inviolata.
Mi immagino anche dei porti, grandi porti, che aspettano navi e barche pronti ad accogliere uomini e donne o a mettere in salvo persone che sperano di tornare nella loro patria e dalle loro famiglie, proprio come sperava Ulisse mentre ritornava ad Itaca dopo dieci anni di naufragi.

Ma quando riapro gli occhi e penso al mondo in cui vivo e al mare così inquinato mi si stringe il cuore: c’è gente che butta i rifiuti, fabbriche che gettano sostanze tossiche per gli esseri che vivono nel mare e tonnellate di plastica che galleggiano sull'acqua.
Mentre penso a questa terribile cosa, mi immagino che un mostro stia distruggendo la bellezza del mare, dei suoi abitanti e dei miei bellissimi sogni.

Io vivo a Porto Recanati che è un piccolo paesino lungo le coste del Mar Adriatico e uno dei grandi vantaggi di vivere qui è che appunto si trova proprio a ridosso del mare.
Per questo motivo Porto Recanati per me è un posto ideale per vivere: c’è un clima mite, è una città molto vivace, posso fare delle lunghe passeggiate sulla spiaggia che è una fortuna che non tutti hanno se non abitano vicino al mare. Ci sono molte case proprio lungo il litorale; è bello svegliarsi e vedere il mare affacciandomi dal balcone oppure sentire lo sciabordio delle onde, ma altre volte, specialmente quando il tempo è brutto, nel cuore c’è la paura che le onde possano portare via tutto.

Da poco ho scoperto che a Porto Recanati c’è anche il Museo del Mare, testimonianza della vita marinara legata alle tradizioni del paese, in cui è possibile ammirare diverse imbarcazioni tipiche di epoche passate, antichi velieri e addirittura tante tipologie di reti, ancore e vele. Io non ci sono mai stata ma mi piacerebbe vedere quello che ha da raccontare sulla storia marinara del mio paese, sono molto curiosa!

Il mare infatti ha il potere anche di unire la gente e dar vita ad una lunga tradizione; ad esempio, ogni anno, ad agosto si svolge il Palio di San Giovanni che consiste nel correre col pesce nelle “coffe” (in dialetto ceste di vimini) per poi competere e vincere.
Il Palio di San Giovanni sottolinea la storia marinara di Porto Recanati e dimostra il profondo e antico legame della città con quella che era considerata una ricca risorsa, il mare! Io l'avevo visto una volta, un po' di anni fa e ricordo che rimasi affascinata da quella rievocazione così suggestiva.

Io amo fare il bagno e tuffarmi nel mare perché è molto piacevole ma allo stesso tempo rilassante: ogni anno aspetto impaziente l'estate perché è l’unico periodo in cui è possibile immergersi nell'acqua e non pensare più a niente; tento di uscire fuori ma è sempre difficile perché il mare è un posto dove se ci vai una volta, lo ami e non lo vuoi più lasciare oppure aspetti con impazienza, proprio come me, il tempo in cui ci puoi ritornare.

Ci sono delle persone, come i marinai o i pescatori, che hanno la fortuna di avere dei lavori in cui possono contemporaneamente fare il loro mestiere e stare tutto il tempo a contatto con il mare che diventa la loro seconda casa. Uno di questi è chiamato “Murè”, ovvero il ragazzo che assiste e aiuta il pescatore ma allo stesso tempo impara il mestiere osservando e ascoltando chi ha più esperienza di lui.

Quando diventerò grande anche a me piacerebbe imparare a pescare, così quando avrò del tempo libero potrò andare e trascorrere più tempo vicino al mare, da sola, in pace e quiete, lontana dalla vita caotica.

Quello che io ho capito è che il mare è molto grande, sì è vero, ma le cose che lo rendono veramente più grande sono le sensazioni, la tranquillità che regala e il diverso punto di vista con cui ci fa vedere le cose.

E a questo proposito vorrei proprio che la bellezza del mare non sia minacciata dal terribile dramma di chi, con la speranza di trovare un posto sicuro, solca le onde del Mediterraneo per compiere il viaggio della speranza e poi però non riesce ad arrivare e mettere in salvo la propria vita. No, non per questo è stato creato il mare, non per far perire uomini; il mare è un luogo nato per accogliere tutti, l'uomo dovrebbe permettere solo viaggi di vera speranza e salvezza ed impegnarsi a far arrivare tutti al posto tanto desiderato.

Vorrei che la meraviglia che ho la fortuna di toccare con i piedi e di vedere con i miei occhi non sparisca mai e che un giorno almeno nella vita, tutti possano averla.

Vorrei che le persone capiscano che il mare è risorsa, vita e cultura, che è unico proprio così com’è e noi lo dobbiamo proteggere perché se si dovesse distruggere il mare allora ne risentirebbero tutti in una reazione a catena; se si rovina una cosa poi se ne rovina un’altra e poi un’altra ancora e, anche se le persone capissero quello che hanno ormai fatto, sarà troppo tardi perché a quel punto avremmo perso un posto così prezioso che nessuno ci potrà mai restituire.

Rimaniamo allora saldi con “i piedi nell'acqua e gli occhi all'orizzonte”.




Premio «Murè» Porto Recanati - Racconto di Afia Ibnat Kalam.
a cura di: www.portorecanatesi.it