Per un lungo periodo di tempo, fin oltre gli anni ottanta del Novecento, era possibile assistere ed osservare, non solo sulla spiaggia o sul lungomare, ma dentro le vie
dell'antico nucleo urbano, ai lavori di riparazione delle grandi reti da pesca utilizzate dai motopescherecci che componevano la flottiglia portorecanatese.
Le reti venivano distese lungo la strada e legate, per un capo, al muro di una vecchia casa oppure alla finestra della stessa o ancora a qualsias altro supporto
permettesse di tenerla sollevata da terra.
Ad eseguire i lavori di "Remacchiatura" erano quasi sempre vecchi pescatori che per raggiunti limiti di età, lasciata la pesca attiva, si sentivano ancora in
forza e capaci di rendersi utili. Le riparazioni più impegnative venivano, di solito, eseguite stando in piedi mentre una vecchia sedia di legno con il fondo
impagliato, ospitava chi era più in là con gli anni.
Non si trattava solo di un impegno determinato dalle necessità di sentirsi ancora utili. Il lavoro sulla rete da pesca alimentava ricordi e situazioni vissute che,
non di rado, finivano per diventare argomento di converszione e di racconti coinvolgendo anche chi, di tanto in tanto, passava sul posto e qualche volta la conversazione si
conlcudeva con la frase, accennata da chi aveva più esperienza, "... Certu che a guardallu adè' el tempu pare 'cciaccatu. (Guardando indietro il tempo è fuggito via velocemente)