Mare.

(13 novembre 1980)
Tratto da: "Canto la mia generazione"
Edizioni Cappelletti 1981
Poesia postuma pubblicata dagli amici di Enrico

Io che sono in conflitto sempre
con me stesso,
che mi perdo così facilmente
lungo il cammino
vengo qui, davanti a te spesso,
sempre.
Amo il mare.
Mentre la brezza si alza lentamente
e mi porta il profumo della salsedine
io respiro profondamente
e mi perdo.
Sprofondo nella tua essenza.
Il mormorio delle onde mi culla,
il cinguettio dei gabbiani mi rallegra.
Tu
così forte e umano
sei per me come un saggio.
Il perdersi in te
per me non è evasione.
Io qui mi riapproprio di me stesso,
ricompongo la mia essenza,
ritrovo la mia giusta dimensione.
Io sono figlio del mare
e pazientemente, costantemente
costruirò la mia vita,
come il mare
ha modellato questi scogli:
pazientemente.
Qui, davanti a me c’è il padrone del mondo
e là in fondo la sua linea
tocca il cielo, padrone dell’universo.
Chi ama il mare
non può fare a meno di navigarlo,
per raggiungere il cielo.


Le poesie di Enrico traversa - un poeta dimenticato